Al di là dei meriti del centrosinistra, ci sono state scelte della Casa delle Libertà, che alla luce dei risultati elettorali, appaiono oltremodo autolesionistiche.
Il buon Mirko Tremaglia, pensava di portare voti e seggi alla sua parte politica, riconoscendo ai nostri concittadini esteri il diritto al voto, fidandosi di sensazioni, che si sono rivelate completamente sbagliate e che si sono rivelate determinanti per determinare la maggioranza per Prodi in Senato.
Niente da dire sulla nobile intenzione di dare voce ai nostri lontani connazionali, ma forse una analisi meno superficiale delle intenzioni di voto, avrebbe consigliato di lasciar perdere.
Apologeta aveva analizzato il voto per i referendum, primo caso di voto agli Italiani all'estero, traendone il convincimento che fosse di massima parte avverso a Berlusconi; possibile che le menti a disposizione del (ex ?) premier non siano riuscite ad arrivare alla stessa considerazione ? Per quanto riguarda la legge elettorale, causa di tante polemiche, si è rivelata un vero e proprio boomerang per il centrodestra, che pur avendo avuto più voti al senato si è trovato in, seppur minima, minoranza.
L'arma che avrebbe dovuto servire, per limitare l'ampia sconfitta che si propettava, si è rivolta verso il suo ideatore.
Chi lo avrebbe detto ?
E così, i molti sforzi di parte del centrosinistra, di perdere elezioni praticamente stravinte a poche settimane dal voto, si sono infrante negli errori di valutazione della controparte.
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1. massimo, Sabato 15 Aprile 2006 ore 17:50
Io non credo che il voto degli italiani all'estero voluta da Tremaglia sia da giudicare in base al vincitore, bensi' per il mero riconoscimento legislativo di migliaia di italiani residenti oltre confine. Mi sembra un nobile riconoscimento che non deve essere ritenuto un autogoal per il solo fatto che si è ritorto contro il Polo. Le leggi si fanno per il bene del paese, non di una parte o dell'altra.