Sul fatto che numericamente Prodi e il centro-sinistra abbiano vinto non c'è dubbio alcuno, ma sulle dimensioni e sul peso politico della vittoria, ci sentiamo di esprimere qualche dubbio, che proviamo ad esplicitare.
Il problema principale rimane il Senato, dove la risicata maggioranza di due seggi non garantisce tranquillità, ma lascia aperte le porte, oltre che ad una "campagna acquisti" della Casa delle Libertà, anche alla gestione di un potere vincolante per ciascuna delle forze politiche che compongono la maggioranza e che risulteranno TUTTE determinanti per il raggiungimento del quorum ; questa sarà un arma di pressione fortissima sul governo e su Prodi.
Gestire la disomogeneità della coalizione vincente, e lo sbilanciamento verso la sinistra più radicale, non potrà che essere una ulteriore difficoltà da gestire.
Non ci sentiremmo di escludere in qualche caso, una richiesta di aiuto alla parte più " vicina" del Polo opposto: all'UDC tanto per intenderci, magari come prova generale di qualche accordo futuro a più largo respiro.
Insomma, se fossimo nei panni di Prodi, dopo le giuste esternazioni pubbliche di gaudio, ci metteremmo alacremente al lavoro, per prevenire, se possibile, questi e altri problemi, che prevedibilmente arriveranno, senza dimenticarci della nuova opposizione, che non sembra avere rinunciato all'idea di ostacolare a prescindere, cominciando, prevediamo, dalla nomina del nuovo (?) Presidente della Repubblica, prevista fino a ieri attraverso una scelta assolutamente bipartisan.
E sull'importanza di questa nomina, si giocherà la prima battaglia della nuova guerra.
Chi vivrà....vedrà.
il







1. inopera, Mercoledì 12 Aprile 2006 ore 00:04
Dubbi legittimi e fondati: potrebbe anche accadere il contrario. Migrazioni dal polo all'unione, tipo per quei singoli senatori eletti in partiti unici. si iscriverebbero al gruppo misto per poi migrare più in la.
diciamo che ora dipenderà tutto dalla voglia di governare di questa coalizione. non possono sbagliare !!!!